lunedì 16 febbraio 2015

BDSM, miniguida per beginners

Esplorare il campo della sessualità alternativa? Conoscere più da vicino la cultura sadomaso? Ecco i nuovi eventi sul tema. E cosa c’è da sapere per mettersi alla prova con la giusta consapevolezza. A spiegarlo è Stefano La Forgia, organizzatore della BDSM Conference, appuntamento internazionale aperto al pubblico che nei prossimi giorni richiamerà a Roma esperti da tutto il mondo

Photo: Viva Van Story
Bondage, spanking, giochi di ruolo. Pratiche fetish e sadomaso finalizzate a vivacizzare la sessualità di coppia. Nell’immaginario collettivo stanno sempre più abbandonando l’etichetta di “perversioni” per essere sostituire con quella più verosimile di “sofisticate fantasie sessuali”. Nel prossimi giorni, Roma sarà proprio fulcro dell’esplorazione di nuove, fantasiose vie del piacere legate all’erotismo alternativo. Dal 20 al 22 febbraio negli spazi dell’Hotel Mercure, si terrà la BDSM Conference 2015, l’appuntamento che indaga, con workshop a tema ed esperti internazionali, i molteplici e variegati aspetti del sesso estremo. «Un evento che pone l’accento sullo scambio di conoscenze tra i partecipanti, riguardo un ampio numero di pratiche ed attività relative alla sessualità alternativa, in particolare il BDSM (Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo, Masochismo)», precisa Stefano La Forgia, tra i massimi esperti di bondage nonché organizer, presenter and sponsor coordinator della Conference.

A seguire, il 24 febbraio, la boutique erotica Zou Zou proporrà invece Fifty Shades But Grey, guida all’erotismo estremo, “al femminile” che intende offrire una sana e corretta percezione del Bdsm, la cui essenza altro non è che la messa in pratica delle nostre fantasie sessuali. Ospite dell’incontro sarà Ayzad, fra i principali esploratori e divulgatori italiani di BDSM e sessualità alternative, che insieme alla sessuologa e psicoterapeuta Maria Claudia Biscione dialogherà con le ospiti nell’intento di sdoganare i falsi miti, i tabù e la cattiva informazione, a favore del gioco e della sperimentazione per conoscere nuove sensazioni e sublimare il piacere.

Evento “clou” per praticanti e neofiti, la BDSM Conference sarà un meeting di respiro mondiale, che richiamerà nella capitale, fra i numerosi relatori, anche trenta esperti internazionali di altissimo livello. «Alcuni sono delle vere e proprie star nel loro campo, come lo statunitense  Lew Rubens, uno dei rigger (esperti di bondage) più famosi dell’ultimo decennio (e nel suo caso anche uno dei più versatili visto che usa spesso anche materiali “non convenzionali”), la giapponese Hourai Kasumi, esperta di shibari, Stefanos & Shay, una coppia che collabora da anni con Kink.com; ma anche gli italianissimi Angelo Cricchi (fotografo di fama internazionale) e Franca Kodi, storica colonna portante della scena foot fetish italiana. È un onore averli riuniti tutti sotto un unico tetto», precisa La Forgia.

Non si tratta di un evento esclusivo, ma di un’opportunità di esplorazione e approfondimento aperta a tutti. Anche ai neofiti. «Può essere l’occasione giusta per scoprire che queste pratiche non sono solo qualcosa da relegare nell’immaginario e nella fantasia, ma possono essere vissute con grande soddisfazione da parte di tutte le persone coinvolte. Alla Conference si può sperimentare in prima persona o anche solo guardare, a seconda di quanto si abbia voglia di mettersi alla prova».

Ma il BDSM richiede un cosiddetto physique du rôle?

«Il BDSM non è fatto solo di pratiche “fisiche”. La parte fondamentale è la relazione che si viene a creare tra le persone coinvolte e per questo non è necessario essere delle pin-up o dei modelli. L’estetica non ha una parte diversa da quella che ha in qualunque altro tipo di relazione: per qualcuno può essere importante, per altri è un fattore secondario».

Perché si definisce una cultura fondata su "valori" ben precisi?
«Il BDSM può essere descritto come la razionalizzazione e la disciplina di una serie di istinti, pulsioni e fantasie sessuali che sono presenti, in varia misura, in ognuno di noi. Nessun BDSMer si sognerebbe mai di mettere in pratica queste fantasie e pulsioni con qualcuno che non le condivida e che non le accetti con altrettanto entusiasmo. È quindi un modo di fare che si basa sulla scelta di partner adulti, consapevoli di quello che si sta facendo e consenzienti a viverne ogni momento».

Quali sono i suggerimenti (sul fronte motivazionale e/o pratico) per i potenziali beginners?
«Comunicare con il proprio partner senza aver paura di condividere quello che si vorrebbe esplorare o mettere in pratica. Il BDSM è un percorso che si fa in due e più si è sinceri, più si è in sintonia e più gratificante sarà fare quel percorso insieme. Se non si ha un partner e se ne cerca uno, lo si può fare seguendo alcune semplici regole che riducono drasticamente il rischio di incontri spiacevoli o poco gratificanti. Di sicuro, un/una neofita ha il compito di documentarsi e di accrescere la propria cultura e la propria capacità critica nei confronti di quello che gli viene detto. Meglio non prendere quello che si sente dire come “oro colato”, ma documentarsi, confrontarsi (dal vivo o nelle tante comunità online italiane e internazionali), leggere (libri, saggi, articoli, blog) sono la migliore arma contro i venditori di fumo».

Da cosa converrebbe iniziare? E con quali modalità?
«È un punto su cui si discute molto. È più corretto fare tante esperienze diverse con varie persone o cercare una persona con cui vivere quanto più possibile? Una risposta giusta univoca e valida per tutti non c’è. Ognuno di noi ha esigenze e preferenze diverse. L’importante è non fare le cose se non si è davvero sicuri di volerle fare e di cercare di apprendere quanto più possibile sulla pratica che si sta intraprendendo, per poter prevedere cosa comporti dal punto di vista fisico ed emotivo (ed essere così in grado di dare un consenso valido e informato al prendere parte a quella pratica) oltre che contribuire attivamente a limitarne eventuali rischi».

 A cosa fare particolare attenzione?
«Parlando di rischi, l’errore più comune che può fare un/una neofita è quello di pensare che l’altra persona sia in grado di prevedere con assoluta precisione tutto quello che succede. In realtà la comunicazione è la chiave di tutto. Aver paura o soggezione nel dire che c’è qualcosa che non va, può diventare uno dei problemi più seri che ci si trovi ad affrontare. Un altro punto critico è pensare che si debba obbedire a qualunque cosa, perché questo è quello che ci si aspetta da un bottom/sub in una relazione BDSM. Nella realtà c’è una fase conoscitiva e di negoziazione che è molto importante e che non va assolutamente sottovalutata o ignorata. Bisogna saper scegliere il proprio partner».

È importante affidarsi a un esperto/trainer? In tal caso, come scegliere quello giusto?
«L’esperienza è una maestra importante quando si tratta di relazioni BDSM e questo vale sia per i Top/Dom che per i bottom/sub, perché esse vanno a toccare dei punti molto profondi della nostra personalità e sessualità, di sicuro molto più profondi di quelli a cui arrivano normalmente dei rapporti basati esclusivamente sull’affetto e/o sul sesso. Scegliere un partner diventa quindi ancora più difficile: i fattori da prendere in considerazione sono ancora più numerosi. Scegliere quello giusto per noi significa prima di tutto conoscere se stessi e quali sono le caratteristiche di una relazione che si vuole costruire. Comunicare queste esigenze e trovare dall’altra parte qualcuno interessato ad ascoltarle, piuttosto che desideroso di imporre le proprie fantasie, è sicuramente un fattore indicativo importante. Il bottom/sub è il primo responsabile della propria sicurezza, sia fisica che emotiva. Gettarsi tra le braccia di qualcuno senza averne effettivamente testato le capacità e, soprattutto, la reale compatibilità è un rischio molto alto che può essere pagato a caro prezzo, soprattutto a livello di benessere emotivo e psicologico».

Un suggerimento “pratico” a questo proposito?
«Se si ha l’occasione, ormai in giro per l’Italia ci sono varie occasioni in cui conoscere persone dal vivo, vederle relazionarsi con altri e capire se sono lo stesso tipo di persona che noi immaginavamo stando dietro uno schermo. Si possono chiedere referenze, parlare con gli amici, i compagni e, magari anche con i detrattori, per capire con quali tipo di personalità vada d’accordo e con quali no, quali siano i suoi valori, etc. Sembra una cosa complicata e quasi “da spionaggio”, ma in fondo è quello che facciamo più o meno inconsapevolmente con tantissime altre relazioni. Nel BDSM, secondo la mia personale esperienza, la grande differenza con le altre relazioni è che la maggior parte delle cose vengono fatte in modo “consapevole” e non solo istintuale, anche valutare la compatibilità di un potenziale partner o di una guida».

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